mercoledì 30 settembre 2009

LA TEORIA DELLA RELATIVITA' RISTRETTA L'HAI COSTRUITA 25 ANNI?


Infatti a quella età ho pubblicato l'articolo sull'elettrodinamica dei corpi in movimento, che ha come oggetto l'interazione fra corpi carichi in movimento ed il campo elettromagnetico vista da diversi osservatori in stati di moto differenti.

Il dibattito riguarda l'esistenza o meno di un sistema di riferimento assoluto. La teoria che scaturisce da questa mia idea l'ho chiamata teoria della Relatività ristretta.

Nello stesso anno ho pubblicato una nota che fornisce una spiegazione dell'effetto fotoelettrico utilizzando il concetto di quanto, ipotizzato qualche anno prima da Max Planck. Questo lavoro ha dato un forte impulso a successivi studi sulla meccanica quantistica, la cui concezione stava formandosi proprio in quegli anni.

TI SEI ANCHE INTERESSATO SULLA LUCE?

Dal 1908 insegno a Berna, poi vado a Praga quinsi cengo nominato direttore dell'Istituto di Fisica dell'Università di Berlino, dove rimango fino al 1933.

In questi anni effettuo alcune ricerche sulla meccanica statistica e sulla teoria della radiazione, mentre sto concependo l'estensione delle teorie relativistiche.
Poco dopo pubblico un articolo sulla quantizzazione della luce, in cui dimostro che l'energia dei quanti di Max Planck deve avere una quantità di moto ben definita. Questo scritto introduce il concetto di fotone (il termine venne introdotto più tardi) e ispira la nozione di dualismo onda-particella nella meccanica quantistica.
E' una idea di ricerca di cui vado moto orgoglioso

PERCHE' IL 1905 E' STATO UN ANNO COSI' IMPORTANTE?

Proprio in quell'anno riesco a pubblicare tre articoli a contenuto fortemente innovativo, che riguardano tre aree differenti della fisica.

Dimostro la validità della teoria dei quanti di Planck tramite l'effetto fotoelettrico dei metalli.

Fornisco una valutazione quantitativa del moto browniano e l'ipotesi di aleatorietà dello stesso.

Espongo la teoria della relatività ristretta, che precede di circa un decennio la mia successiva teoria della relatività generale.

In mio onore il 1905 diventa l'Annus mirabilis della fisica.

DOVE HAI STUDIATO? CHE COSA?

La mia famiglia Einstein si trasferisce a Pavia, dove scrivo il mio primo articolo scientifico.
Due due anni dopo andiamo a Berna, in Svizzera. Il mio fallimento all'esame d'ingresso presso il Politecnico di Zurigo è stata per me una battuta d'arresto; concludo così gli studi superiori ad Aarau, in Svizzera dove mi diplomo.

A diciassette anni rinuncio alla cittadinanza tedesca e supero finalmente l'esame di ammissione al Politecnico di Zurigo che concludo brillantemente.

Proprio in quegli anni mi innamorodi Mileva Marić, una mia compagna di studi serba. In questo periodo discuto molto di scienza con un gruppo di amici. Nel frattempo mi sposo e ho due figli: Hans Albert e Edward.

Dopo il diploma trovo un lavoro all'ufficio brevetti di Berna. Insieme al mio amico Michele Besso fondo un gruppo di discussione chiamato "Accademia Olimpia" dove discuto con i miei amici di scienza e filosofia. Nel 1906 ottiengo il dottorato.

CHE COSA FECEVI DA RAGAZZO?

Sono nato a Ulma, in Germania, in una famiglia ebrea.

Però ho frequentato una scuola elementare cattolica e, su insistenza della madre, mi sono messo fin da bambino a studiare il violino.

Fin da ragazzo mi sono divertito a costruire dispositivi meccanici, ma il mio ingresso nel mondo della scienza avviene molto più tardi, forse a causa della mia dislessia o della mia timidezza.

A dieci anni inizio a frequentare il Gymnasium ma sono piuttosto insofferente al rigido ambiente scolastico, pur ottenendo buoni in matematica e in latino. Un ricordo molto bello che conservo è di mio zio Jakob, ogni volta che lo incontro mi mette alla prova con problemi matematici, e quasi sempre li so risolvere brillantemente

CHI SEI, IN POCHE PAROLE?

Buona giornata! Io sono Albert Einstein.

Sono un fisico tedesco naturalizzato svizzero, e in seguito statunitense. La mia importanza è stata soltanto nell'aver mutato per sempre, a soli 26 anni, il modello istituzionale di interpretazione del mondo fisico